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VINOVO, 3 novembre - Juventus compat ta, umile, determinata e... pronta al sacrificio. Dalla “a” di Amauri fino alla “s” di Storari, senza nessuna esclusione, l’allenatore ha forgiato un gruppo disposto a tutto per la causa comune. L’io nello spogliatoio è stato abolito, nessuno è indispen sabile, ma tutti sono utili per raggiungere il traguardo, sia esso lo scudetto, la coppa Ita lia o l’Europa League, pur ché si torni a vincere. 

LA SVOLTA - E se la svolta della Juventus è partita dal centrocampo, dove ancora non esiste un vero e proprio regista di ruolo ma quattro centrali con caratteristiche diverse che ben si coniugano tra loro, a maggior ragione va sottolineata la sterzata di Claudio Marchisio. Con grande spirito di abnegazio ne e maturità, l’azzurro si è adeguato spostandosi a sini stra: vabbé che è già esterno in nazionale, ma un’altra co sa è giocare in un centro campo a tre come con l’Italia piuttosto che con una linea di quattro uomini come in maglia bianconera. Eppure, pur non amando la nuova posizione, Marchisio si è ca lato nel ruolo con grande im pegno pur di soddisfare le esigenze tattiche di Luigi Del Neri. Il tecnico ha infat ti voluto schierare un gioca tore di maggiore conteni mento su quella fascia come contraltare alla spinta pro pulsiva di Milos Krasic su quella destra. «Non è che stia facendo proprio l’ala - ha confermato il giocatore - per ché Del Neri mi chiede di spostarmi al centro quando Aquilanio Felipe Melo si in seriscono. Comunque proble mi non ce ne sono perché sto bene fisicamente e in questi casi tutto diventa più sem plice». 

OTTIMISTA - E anche sul versante del contratto, Clau dio ha cambiato parere pas sando dal pessimismo co­smico enunciato a fine ago sto su Facebook («Anche ieri nessuna novità sul rinnovo; onestamente dopo due mesi inizio a essere pessimista»), quando aveva fatto infuriare la società, alla visione rosea di una settimana fa a Stresa. «A fine agosto sia il sottoscritto, sia la società, aveva no parlato un po’ troppo del la questione. Comunque la mia intenzione è chiara, vo glio legarmi a vita alla Juve. E non c’è fretta, anche per ché adesso sono senza procu ratore». 

ARRETRATO - Sicuramente ha suscitato più scalpore la trasformazione di Simone Pepe, l’esterno di centro­campo che sabato a San Siro si è ritrovato terzino. «Io ho sempre detto che se c’è biso gno, il mister può contare su di me - dice ai microfoni di Juve Channel -. Penso che con sacrificio e buona vo lontà ci si possa adattare a tutti i ruoli, tranne che in porta, sarei troppo basso. Sa bato ce la siamo cavata bene in difesa, abbiamo superato un esame importante». Viva la generosità al servizio del gruppo. 

VITTORIA - Pepe guarda già alla sfida di domani all’O limpico contro il Salisburgo quando, in base alle indica­zioni emerse dalla partitella di ieri mattina a Vinovo, do vrebbe partire titolare come terzino sinistro. Del Neri lo ha infatti provato su quella fascia, al fianco di Bonuccie Legrottaglie (da Chiellini la conferma che nonr ecupera: «Spero di tornare col Cese na »), con Motta sull’altro versante. «Finora abbiamo ottenuto tre pareggi - ha det to l’ex Udinese -. Buono quel lo di Manchester e penaliz zante quello casalingo con tro il Lech Poznan. Abbiamo bisogno di una vittoria per andare avanti in Europa League, una competizione a cui tutti teniamo. Sappiamo di avere tanti infortunati, ma chi scenderà in campo sarà bravo a non far sentire la loro assenza. La vittoria di sabato ci ha dato ancora più sicurezza nei nostri mezzi». Sullo parola scudetto, sdoga nata l’altro ieri, da Del Neri il giocatore invece fa un po’ di resistenza: «Non pronun cio questa parola, a me ora interessano solo le partite con il Salisburgo e con il Ce sena». Viva la sincerità, an che se si va controcorrente.


 


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