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JUVENTUS, INFORTUNIO AMAURI E IAQUINTA / TORINO – Stop di 10-15 giorni per Amauri. Questo il bollettino stilato dallo staff medico della Juventus all’indomani dell’infortunio al tendine d’Achille rimediato dall’attaccante italo-brasiliano nel match di domenica contro il Bologna. “Il giocatore è stato sottoposto ad accertamenti che non hanno evidenziato lesioni – si legge sul sito ufficiale del club bianconero – ma la formazione di una reazione edematosa della parte esterna del tendine. Il giocatore inizierà immediatamente le cure fisioterapiche e la prognosi verrà seguita quotidianamente, ma è verosimile uno stop di 10-15 giorni”.

Oltre ad Amauri rischia di rimanere ai box anche Vincenzo Iaquinta, subentrato proprio al collega di reparto nella sfida del ‘Dall’Ara’: “L’attaccante – prosegue la nota della Juventus – ha avvertito un dolore anteriore al ginocchio destro. Già in giornata è stato sottoposto a risonanza magnetica che ha evidenziato un’elevata infiammazione dell’inserzione del tendine rotuleo. Le sue condizioni verranno ulteriormente monitorate nella giornata di domani”.


 
 
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Canzone dedicata al nostro grandissimo capitano.

 
 
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SALISBURGO, 21 ottobre - Un Del Neri arrabbiatissimo alla fine della partita col Salisburgo. Con la terna arbitrale, che ha fatto battere un angolo che poteva decidere la partita a tempo scaduto: per fortuna Manninger ha fatto il miracolo. Ma soprattutto con la sua squadra, che non lo ha convinto per niente. Il tecnico bianconero non si nasconde e ci va giù duro.
«Tutte le squadre ti mettono in difficoltà, se non sei pronto ad affrontarle in certe maniere». 

SCARSA CONDIZIONE - Del Neri fa anche qualche nome: «Certi giocatori sono in ritardo di condizione, come Amauri». Per fortuna che c'è Krasic. Il serbo doveva riposare, invece il tecnico lo ha messo dentro all'inizio del secondo tempo ed è subito arrivato il gol del pareggio. «Nel secondo tempo abbiamo giocato con più convinzione l'entrata di Krasic ha dato maggior vivacita all'azione».

LEZIONE - Insomma una prestazione insufficiente per Del Neri, che sicuramente si farà sentire negli spogliatoi. «Evidentemente queste partite ci servono da lezione, se giochiamo così andiamo fuori».


 
 
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SALISBURGO, 21 ottobre - La prima vittoria in Europa
League deve ancora attendere. La Juventus torna dalla trasferta austriaca contro il Salisburgo con un pareggio tutto sommato positivo, il terzo consecutivo in questa competizione. Si poteva vincere, soprattutto per le numerose occasioni avute nella ripresa ma nei primi 45 minuti i bianconeri hanno subito troppo il gioco dei padroni di casa. La Juventus si presenta con De Ceglie al posto di Motta e con Krasic in panchina, a ricaricare le batterie dopo le sgroppate di campionato. L'inizio è sotto tono. Il freddo è pungente e il Salisburgo parte molto ben organizzato. La Juve fa fatica a trovare spazio in mezzo al campo e Sissoko non sembra in serata di grazia. Nel primo tempo si vedono soprattutto le maglie bianche austriache che arrivano con una certa pericolosità dalle parti di Manninger, nato proprio nella città di Salisburgo. Per la prima zampata bianconera si deve attendere il 24' con una punizione di Del Piero forte e tesa ma troppe centrale. Al 36' arriva il gol del vantaggio dei padroni di casa: Sissoko chiude male a centrocampo, Svento aggira senza problemi Grygera e dal limite sinistro dell'area juventina scarica un destro rasoterra che fa secco Manninger. 

RIPRESA - Nella ripresa Del Neri mette in campo Krasic al posto di un evanescente Pepe e la gara cambia drasticamente. Il serbo ci mette solo due minuti a pareggiare i conti: cross di De Ceglie, l'esterno stoppa di petto e buca la porta avversaria senza problemi. La Juventus sembra tutta un'altra squadra rispetto a quella svogliata del primo tempo. Amauri corre e lotta ma non riesce a procurarsi grandi occasioni per concludere. Del Piero al 49' ha una buona chance di testa su cross dell'indemoniato Krasic ma la mira è sballata. Del Neri inserisce anche Melo al posto di un nervoso Martinez al 64' per dare maggiore spessore a centrocampo. Passano quattro minuti e Krasic si invola da solo verso la porta avversaria scaricando incredibilmente alto un pallone facile da infilare facilmente in fondo al sacco. A dieci minuti dal termine Del Neri è costretto a sostituire l'infortunato Grygera con Motta. Si va avanti fino alla fine con la Juventus in forcing e i padroni di casa bravi a difendersi con ordine e a provare qualche sortita in contropiede. Al 90' solo un miracolo di Manninger permette alla Juventus di uscire dal terreno di gioco con un punto: il portiere bianconero si supera su una conclusione ravvicinata e a botta sicura del solito Svento. 

JUVE TERZA - In testa al girone A c'è il Manchester City che ha battuto per 3-1 il Lech Poznan grazie ad una tripletta di Adebayor. Grazie a questo risultato i Citizens di Mancini conducono a 7 punti, tre in più del Lech Poznan. La Juve è terza a 3 punti. Chiude il Salisburgo a 1.


 
 
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Balocco, storica azienda piemontese leader nel settore dolciario, è Official Sponsor della maglia tricolore della Juventus per la stagione in corso. La partnership è stata presentata oggi allo Juventus Center di Vinovo da Jean-Claude Blanc e dall’Amministratore Delegato di Balocco Alberto Balocco.

«È un piacere essere qui oggi – ha dichiarato Blanc - per presentare questa partnership, che può dare una luce immediata su una realtà storica per il territorio. Oggi si legano un’eccellenza del Piemonte e una del mondo del calcio, che non dimentica da dove è partita, perché la Juventus è nata in Piemonte. Questo accordo ci lega a un’azienda che ha valori comuni a noi e porta il made in Italy in Europa con uno spirito competitivo come il nostro».

Balocco fa così il suo esordio nel calcio. «Da oltre 35 anni usiamo i principali media e la tv in particolare per promuovere i nostri prodotti – spiega Alberto Balocco - Negli ultimi anni abbiamo avuto la possibilità di entrare nel calcio, ma abbiamo sempre avuto riserve in merito Poi, verso fine settembre, abbiamo avuto contatti serrati con la Juve e abbiamo capito che non c’era miglior debutto della maglia tricolore della Juventus per entrare in uno sport che ha una valenza così importante. È una maglia che rappresenta l’italianità, che è una delle cose alle quali siamo più attenti. La Juve raggiunge milioni di tifosi nel mondo, ma è di Torino e ha i nostri stessi valori».

È toccato poi a Chiellini e Storari fare gli onori di casa e fare da modelli della nuova maglia, che esordirà domenica a Bologna: «Ci fa molto piacere questo nuovo sponsor – racconta Chiellini – e cercheremo di onorare al meglio questa maglia augurandoci di festeggiare assieme qualche gol e qualche vittoria». «È uno sponsor molto gustoso – sorride Storari – speriamo che ci porti bene e di avere insieme belle soddisfazioni a partire da domenica prossima».


 
 
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ROMA, 18 ottobre - Giovanni Trapattoni condanna duramente i cori razzisti contro Samuel Eto'o ieri a Cagliari:«Abbiamo il tifo più maleducato che esiste in Europa - ha detto il ct dell'Irlanda a "La Politica nel pallone" su Radio Rai -. All'estero difficilmente si sentono cori oltraggiosi verso i calciatori. Tutti inneggiano alle loro squadre. Dovremmo imparare dal tifo estero». L'ex storico allenatore bianconero scommette sulla nuova Juventus di Gigi Delneri: «È una squadra che sta trovando fiducia ed entusiasmo, tutti danno il meglio e può essere competitiva al pari dell'Inter - ha affermato -. Adesso la Lazio è in testa e auguriamogli pure di rimanere in testa, ma sarà un campionato avvincente». 

IL RECORD DI DEL PIERO - Trapattoni esalta Milo Krasic e Felipe Melo, ma soprattutto Alessandro Del Piero e il suo record di gol con la Juve: «È un ragazzo che lo merita, è un grande professionista, è un ragazzo intelligente. Oggi i giocatori possono raggiungere età che al tempo di Boniperti difficilmente si raggiungevano. È uno di quei giocatori che rimarrà negli almanacchi come i grandi Piola, Boniperti, Lorenzi, i mitici di un calcio italiano che hanno contraddistinto l'eleganza, la loro sportività anche fuori dal campo».

SU SCONTRI DI GENOVA - La notte degli ultrà serbi a Genova ha fatto temere a qualcuno un nuovo Heysel, una tragedia che Trapattoni ha vissuto sulla panchina della Juventus: «Poteva succedere qualcosa del genere - dice l'ex allenatore della Juve -. Purtroppo è difficile contenere queste situazioni perchè siamo un serpente con la coda in bocca, se interveniamo veniamo criticati aspramente perchè si entra in un clima di guerriglia, se non si entra si viene altrettanto criticati e si subiscono un po' le conseguenze».

SU PELÈ - Infine Pelè, che sabato compirà 70 anni, e quella famosa partita del 1963 in cui il Trap lo annullò:«Una leggenda che ha portato molta fama a me, in onor del vero in quella circostanza giocò per onor di firma, aveva un ginocchio già gonfio ed era stato ricoverato in una clinica in Svizzera, ne trassi un gran beneficio, fu veramente un grande confronto tra me e lui».

 
 
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JUVENTUS LECCE - Viaggia a ritmo spedito questa Juventus. Segna e non prende gol così come vuole il suo timoniere. Dalla partita contro il Lecce emergono, oltre al risultato, molte indicazioni positive. Mister Del Neri per proteggere maggiormente la difesa sembra aver trovato i giusti meccanismi nella zona centrale del campo con la diga (qualità più quantità) Aquilani-Melo in mezzo e con l’innesto di Marchisio sulla fascia. Con Alberto Aquilani e Alessandro Del Piero sono ancora protagonisti il nuovo e il vecchio volto della Juventus. Il primo ha dato stabilità al centrocampo offrendo geometrie, il secondo ha raggiunto un mito come Giampiero Boniperti e ha confermato l’intenzione di non pensare ad abdicare a qualche possibile successore.

 

Adesso è importante mantenere alta la guardia in vista del match quasi determinante con il Salisburgo: dopo due pareggi i bianconeri devono tornare al successo in Europa. In mezzo al campo si rivedrà Sissoko (Aquilani al pari di Quagliarella) non può giocare in Europa. Il maliano va coccolato, perché rappresenta un investimento per il futuro, anche se sembra sempre più probabile una sua cessione a gennaio per fare cassa e magari tentare il colpo in attacco.


 
 
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MILANO, 13 ottobre - La Juventus è pronta a ripresentarsi sul mercato di gennaio pensando già anche a quello del prossimo giugno. Il duplice impegno implica scelte ben precise. La prima, più immediata, è legata all’emergenza difensiva innescata dall’infortunio (ernia discale) dell’ex- napoletano Rinaudo. Del Neri ha bisogno di rinforzare gli ormeggi nei pressi della porta di Storari. Ma un occhio di riguardo va concesso anche alla lunga, estenuante ma per nulla scoraggiante rincorsa al sogno... infinito che ha un’identità ben precisa: Edin Dzeko.

JOHNSON - Andando in ordine cronologico, la Juventus sta perlustrando varie piste che conducono a elementi di varia caratura tecnica e prezzo. L’oggetto nemmeno poi così tanto oscuro del desiderio juventino è l’inglese Glen Johnson, 26 anni, terzino destro del Liverpool che nel giugno 2009 lo ha acquistato per 17 milioni di sterline (circa 19 milioni di euro) dal Portsmouth. Come è noto la situazioneeconomica deiRedsè ormai drammatica e, quindi, la Juve potrebbe sfruttare la situazione a suo favore. Sui taccuini degli uomini-mercato bianconeri ci sono anche altri nomi. Meno pregiati, coinvolgenti almeno dal punto di vista economico, dove spiccano anche nomi decisamente conosciuti. Come quello di Massimo Oddo che, già all’inizio del recente mercato estivo, era stato molto vicino alla squadra bianconera perchè rientrava nei progetti dello stesso Del Neri. Altri possibili obiettivi sono rappresentati da due autentiche giovani scommesse della Bundesliga: il greco Kriakos Papadopoulos (classe 1992) che milita attualmente nello Schalke 04 dove gioca anche il gigantesco diciannovenne camerunese Joel Matip (193 centimetri daltezza per 89 chili).

DZEKO - Ma la Juventus non ha mai perso la speranza di poter conquistare finalmente il bosniaco Edin Dzeko. Il quale ha ottenuto precise garanzie dal suo club, il Wolfsburg, di poter essere finalmente lasciato libero alla fine di questa stagione.Le cifre sono note: a fronte dei 40 milioni previsti dalla clausola rescissoria, Dzeko ha la facoltà di poter far abbassare notevolmente il prezzo rinunciando ai 4 milioni che gli spettano come buonuscita che verrebbero corrisposti, in egual misura, anche dal club tedesco facendo scendere il prezzo a 32 milionidi euro.


 
 
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La Juventus ha deciso di rivoluzionare il suo attacco, e tra gennaio e giugno farà arrivare almeno 1-2 giocatori di altissimo livello. Il piano è quello di ingaggiare subito una prima punta che possa garantire i gol che segnava Trezeguet ai tempi d’oro, e che Amauri non pare poter eguagliare, ed assicurarsi una seconda punta che possa sostituire Del Piero a fine stagione, quando cioè (a scanso di stravolgimenti) il suo contratto dovrebbe scadere. Il nome nuovo che si fa per la prossima riapertura del calciomercato è quello di Luis Fabiano, vicinissimo in passato al Milan, ma che sicuramente non rientra più nei piani rossoneri da quando è stato ingaggiato Ibrahimovic. L’attaccante del Siviglia non è più titolare, e siccome gli spagnoli si sono quasi assicurati l’attaccante della nazionale cilena Humberto Suazo, potrebbero decidere di cederlo per risparmiare un ingaggio importante. E’ il suo il nome che si fa più insistentemente in queste ore, ma non è l’unico. Ora i bianconeri hanno anche l’imbarazzo della scelta perché c’è un altro campione, peraltro di parecchio più giovane, che potrebbe arrivare. Si tratta di Benzema, che con Mourinho non ha trovato il giusto feeling, e che è stato invitato dal ct della nazionale francese Laurent Blanc a trovarsi un’altra squadra.

Fisicamente non sta bene soltanto perché ha bisogno di giocare di più, Karim era stanchissimo dopo la partita. Dovrebbe giocare tre o quattro partite consecutive per trovare la forma, ma in un grande club come il Real Madrid sappiamo come funzionano le cose: se giochi male due partite finisci in panchina

ha dichiarato Blanc, e di certo la Juve potrebbe garantirgli un posto da titolare. Nel caso nessuno dei due fosse fattibile, a giugno ritornerebbe in auge il nome di Dzeko, specialmente se il Wolfsburg non dovesse ottenere la qualificazione alla Champions League. Il nome invece che si fa come sostituto di Del Piero è quello di Antonio Cassano. Il barese è stato affiancato più volte alla Juventus, ma finora lui si è sempre dichiarato un uomo-Samp. Gli indizi che fanno pensare il contrario adesso sono molti. I doriani infatti potrebbero non ottenere la qualificazione in Champions League, ed è a rischio anche l’Europa League, Cassano continua a rimandare il rinnovo del suo contratto (che scade nel 2013), e a Torino ritroverebbe Marotta e Delneri con cui ha già un buon rapporto. Inoltre l’ultimo ostacolo al suo arrivo alla Juve, la concorrenza con Del Piero, dovrebbe essere rimosso a giugno, e dunque ci sarebbe via libera in una società che, se il suo capitano dovesse lasciare, sarebbe alla ricerca di un altro leader. Marotta è al lavoro, vedremo quale sarà il prossimo nome sulla maglia bianconera.


 
 
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TORINO, 14 ottobre - Pavell Nedved sarà «l'ambasciatore» della Juventus. Ad affermarlo è l'ad bianconero Jean-Claude Blanc, che spiega i motivi dell'ingresso delll'ex centrocampista nel Cda della 'Vecchia Signora'. 

AMBASCIATORE - «Nedved nel Cda? Abbiamo voluto dare più forza a tutte le componenti della società, creare un link più diretto fra il consiglio d'amministrazione e la squadra -spiega Blanc a 'Sky Sport 24'-. Lui ci aiuterà con la sua esperienza, sarà l'ambasciatore della Juve. La porta per Pavel era aperta fin dalla fine della sua carriera e lui questo lo sapeva». 

INCIDENTI GENOA - Blanc si sofferma poi sugli incidenti di Italia-Serbia, spiegando che il nuovo stadio della Juve è stato concepito con innovazioni anche sul piano della sicurezza: «Quello che è accaduto è un segnale molto forte per ricordare a tutti che c'è tanto lavoro da fare sulle strutture. La Juve si è già mossa con il nuovo stadio. Serve più lavoro sul sistema, non basta la tessera del tifoso. Dobbiamo lavorare ancora molto. Lo spettacolo è stato pessimo, soprattutto davanti a tanti bambini e famiglie presenti a Genova. Cominciamo a fare gli stadi nuovi, sicuri e accoglienti per le famiglie». «Dobbbiamo creare strutture nelle quali le forze dell'ordine possano lavorare bene -conclude-. In fase di progettazione del nuovo stadio bianconero abbiamo lavorato in sinergia con tutte le componenti sportive e le forze dell'ordine».


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