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TORINO, 15 novembre - Anche se la situazione non è più così allarmante come nelle ultime due settimane, il giorno dopo il match contro la Roma Luigi Del Neri fa la conta dei nuovi infortunati (Grosso e Chiellini) o degli uomini che perderà per squalifica (Pepe). Esiste però anche il rovescio della medaglia: per la trasferta di Genova il tecnico potrà contare sul rientro di Marco Motta e, forse, di Milos Krasic. I progressi del campione serbo, che si è fermato il 4 novembre contro il Salisburgo per una lesione all’adduttore della coscia sinistra, fanno ben sperare: la risonanza magnetica, a cui è stato sottoposto venerdì, ha evidenziato che lo strappo muscolare, inizialmente di nove millimetri, si è ridotto a neppure uno, il segnale che la ferita si sta cicatrizzando. E martedì l’esterno farà altri esami per valutare a che punto è la guarigione dopodiché tornerà a lavorare con il gruppo. 

DI CORSA - In questi dieci giorni di stop forzato Krasic ha ripreso anche a corricchiare senza sentire dolore, quindi non ha perso la condizione e non è esclusa una sua convocazione per domenica: certo, determinante sarà il lavoro della settimana. La sua è una corsa contro il tempo, il giocatore si vedrebbe già in campo a Marassi, ma lo staff medico è intransigente: al momento dell’infortunio la prognosi era di 25 giorni con un rientro ipotizzato per i primi di dicembre, averlo già domenica significherebbe un recupero lampo, ma non si accellerano i tempi facendogli correre il rischio di una ricaduta. Krasic sarà convocato soltanto nel caso di guarigione completa. 

SULLA FASCIA - Del Neri se lo augura e lo attende a braccia aperte: il ritorno del serbo sarebbe una manna dal cielo perché andrebbe a riprendersi la fascia destra visto che il suo sostituto, Pepe, deve scontare una giornata di squalifica. «Ma c’è anche Lanzafame», sottoli nea Del Neri mostrandosi molto serafico e pragmatico. Poter riproporre Krasic, uomo-partita in grado di dare la svolta al gioco, è tanta roba, ma se il serbo non fosse pronto non bisogna mai disperare, piuttosto trovare delle soluzioni alternative. 

COL CASCHETTO - Domenica a Genova potremo invece vedere Giorgio Chiellini con un caschetto in testa: è un’ipotesi, per ora remota, che i medici comunque prendono in considerazione per proteggere la fronte ferita dopo lo scontro con Vucinic. Un taglio verticale, suturato con 7 punti, che lo costringe per qualche giorno a non colpire di testa. Per questo motivo Cesare Prandelli ha dovuto fare a meno di lui in azzurro. Il terzino però rassicura i tifosi dal suo sito Internet: «Sto bene, non è nulla di grave, soltanto un bel taglio». Anche Fabio Grosso è uscito malconcio dalla sfida contro la Roma per quella botta al piede che gli ha rifilato Menez e che lo ha costretto poi a lasciare il campo nell’intervallo: il terzino, infatti, non riusciva più a correre perché ha avvertito un affaticamento dovuto proprio alla contusione. La sua presenza a Genova non è comunque in dubbio. 

A VINOVO - E fra una decina di giorni potrebbero esserci novità a Vinovo. O meglio, ritorni. Criticato perché in questi mesi non ha mai fatto visita ai compagni di Juventus (ma soltanto a quelli di Nazionale), Gigi Buffon sta completando il suo percorso di recupero all’Isokitenic ed è pronto per ri prendere il lavoro a Vinovo. Ovviamente svolgerà un allenamento differenziato ma è il primo segnale di riaggregamento con la squadra. In attesa di gennaio, quando tornerà tra i pali. Ma saranno quelli della Juventus?


 


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