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Juventus e Roma non riescono a superarsi e consegnano un 1-1 alla giornata dei "big match" di Serie A. La partita è stata vivace e il pareggio è complessivamente giusto. Bianconeri in vantaggio al 35' del primo tempo con Iaquinta. Prima dell'intervallo,Rizzoli non concede alla Roma un rigore piuttosto netto e ne fischia uno poco dopo per fallo di mano di Pepe:Totti trasforma. Nella ripresa due occasioni Juve, ma nessun altro gol.



LA PARTITA
Juventus e Roma 
non sganciano il vagone altrui dal trenino dello scudetto. Un pareggio - specialmente uno come questo, da bicchiere mezzo pieno - consente di continuare la navigazione verso orizzonti ancora lontani, ma certamente non irraggiungibili. Al di là del risultato, che a questo punto del torneo e con questi chiari di luna conta fino a un certo punto, entrambe le squadre escono dal campo con sensazioni positive. La Roma può dirsi, legittimamente,di avere tenuto in mano la partita sia nella fase centrale del primo tempo, che nella prima parte della ripresa: sul campo di una squadra che fa dell'organizzazione e della compattezza i suoi punti di forza, questo è un segnale non banale per Ranieri, che, a rosa completa e senza isterismi di contorno, può provare a riallestire la marcia quasi trionfale dello scorso anno. Problema principale di questa formazione rimangono le amnesie in fase difensiva, non solo dei quattro della retroguardia (Méxes, unico registrato, ha tenuto in piedi la baracca), ma anche di centrocampisti e attaccanti che, a volte, commettono sufficienze di palleggio che mettono in difficoltà quelli dietro. La Juventus, dal canto suo, ha confermato anche in una serata non eccezionale la sua solidità, la capacità di tirare su le maniche, soffrire e poi cercare di ribattere colpo su colpo. 

I bianconeri sono rimasti allineati e coperti fin dalle prime battute, poi hanno mostrato una concretezza ben superiore a quella degli avversari ogni volta che la Roma gliene ha offerto la possibilità. Diretti da un Aquilani sempre più convincente, la Juve ha spaventato la Lupa soprattutto da destra, con l'azione martellante di Pepe, reintegrato nel ruolo originale di esterno d'attacco, allaKrasic. Per la prima volta da quando è a Torino, l'ex-udinese ha fatto male, tagliando sempre fuori in velocità lo stordito Riise, crossando a ripetizione. Bene anche Quagliarella, che ha intelligentemente lasciato il centro dell'attacco a un Iaquinta che ha sprecato fino al 35' quando, lasciato incredibilmente libero in area da Burdisso, ha bucato Julio Sergio con una pregevole girata. Punizione dura per una Roma che aveva avuto prevalenza a centrocampo, ma creato problemi veri solo grazie alle accelerazioni di Menez, contraltare alla staticità della coppia Totti-Vucinic. Proprio i due pregiatissimi posapiano di Ranieri hanno tuttavia dato il via all'infuocatissimo finale di primo tempo, ispirando i due rigori a favore della Roma: Rizzoli concede solo il secondo (fallo di mano di Pepe su punizione del capitano: bianconeri furibondi perché il cronometro dice 48° minuto) e non vede incredibilmente il primo, con Mexes ispirato da Vucinic steso da Chiellini in disperato recupero. 

L'intervallo ha spento immediatamente l'incendio che rischiava di incenerire, a causa dei fischi incerti diRizzoli, una partita maschia ma corretta, priva di certe scelleratezze comportamentali del passato. Al rientro in campo, Roma aggressiva, dedita al pressing fino a metà del tempo: quando è uscitoTotti ed è entrato Borriello, in molti hanno pensato che i giallorossi possano essere pronti a vibrare il colpo del k.o. Invece la Juventus ha dimostrato la sua buona lana ribaltando l'inerzia della partita,mettendo a sua volta pressione alla difesa romanista con l'ingresso di Amauri (purtroppo per Delneri è ormai buono solo per i lavori di fatica) e con il dinamismo di Melo, di Marchisio, dello stessoAquilani che sa mettere da parte il compasso per prendere in mano il martello. Marchisio e Quagliarella, con una delle sue invenzioni, si sono avvicinati al gol da tre punti; mentre, dall'altra parte,Borriello veniva imbrigliato da Chiellini e non aveva appoggio da parte di Vucinic, spaesato e moscio. Più fuori sintonia di lui Rizzoli, in debito d'ossigeno, forse: decisioni sballate e comica finale conChiellini che dilata il recupero a 6 inutilissimi minuti. Nella graduatoria di serata tra Juventus, Roma e arbitro si può avere un dubbio nello scegliere il migliore: nessuno, invece, per quanto riguarda il peggiore.



LE PAGELLE

Menez 7 
Parte con un giallo-sprint (ammonito dopo 45 secondi), poi riesce a incanalare nervi e adrenalina solo ed esclusivamente sul pallone, con il quale parte per serpentine inarrestabili. Storari gli nega il gol nel primo tempo, i lampi dell'attacco romanista - condizionato dai tempi molli di Totti e Vucinic - sono tutti suoi. In questo momento è il valore aggiunto di Ranieri. 

Aquilani 7 
In un campionato dal livello tecnico bassino assai, è bello vedere un giocatore - italiano - gestire il centrocampo abbinando tecnica e intelligenza calcistica. Difende e ricostruisce, salta l'uomo e verticalizza. Che il santo protettore dei menischi, degli adduttori, dei legamenti (ultimamente parecchio distratto) lo conservi per il bene della Juventus e della Nazionale 

Greco 6,5 Che bella sorpresa, questa uscita dal cilindro di Ranieri. Schierato nel tris di mediani con Simplicio e De Rossi, dà l'impressione di giocare da anni a questi livelli: il carattere lo si intuisce anche dalla maniera in cui si getta, dandole e prendendole, nella battaglia a centrocampo. Una sua incursione fa nascere la punizione del pareggio, presente in ogni zona del campo. La Roma ha un titolare in più. 

Pepe 6,5 Meriterebbe anche qualcosa in più per l'apporto finalmente incisivo in attacco, dove approfitta di un Riise troppo svagato e butta in area più di un pallone velenoso. Purtroppo per lui, commette una sciocchezza da dilettante piroettando sulla punizione di Totti e schiaffeggiando la palla 

Totti 6 
E' arrivato Franceschino, e la Roma, negli ultimi 20 metri, non rompe gli argini causa mobilità zero del capitano. Non c'è una volta che lo si veda nella sua trequarti a dare una mano al centrocampo. Da fermo, è ancora e sempre il miglior giocatore italiano e lo dimostra non solo dal dischetto, ma anche nei suggerimenti di prima e nella difesa del pallone. 

Sorensen 6,5 
Delneri lo schiera a sorpresa al posto del vecchio soldato di ventura Salihamidzic e ci azzecca. E' difficile che il danesino (si fa per dire, è un armadio) si faccia sorprendere dalla sua parte. La personalità non gli manca, merita altre chances. 

Rizzoli 5 Comincia bene, ma al primo episodio in area di rigore la fa non grossa: enorme. Mexes tranciato da Chiellini, lui a 5 metri fa segno che è tutto ok. La fortuna e l'ingenuità di Pepe lo salvano due minuti dopo sul rigore dell'1-1. Nel finale è il protagonista (negativo) di una pantomima col sanguinolento Chiellini, che arriva a inscenare un tragicomico sit-in di protesta. E dire che questo, rispetto a certe corride del passato, è stato un Juve-Roma correttissimo, all'acqua di rose.


ANDREA SARONNI


IL TABELLINO

JUVENTUS-ROMA 1-1

Juventus (4-4-2): 
Storari 6,5; Sorensen 6,5, Bonucci 6, Chiellini 6,5, Grosso 5,5 (1'st Traoré 6); Pepe 6,5, Melo 6, Aquilani 7, Marchisio 6 (31' st Amauri 5,5); Quagliarella 6,5, Iaquinta 6 (9' st Del Piero 6). A disp.: Costantino, Salihamidzic, Sissoko, Lanzafame. All.: Delneri.

Roma (4-4-2):
 Julio Sergio 6; Cassetti 5 (1' st Rosi 5,5), Méxes 6,5, N.Burdisso 5,5, Riise 5; Greco 6,5 (30' st Brighi 5,5), De Rossi 6,5, Simplicio 6, Menez 7; Totti 6 (23' st Borriello 5,5), Vucinic 5. A disp.: Lobont, Perrotta, Baptista, Adriano. All.: Ranieri.

Arbitro: Rizzoli di Bologna

Marcatori: 35' Iaquinta (J); 49' pt Totti (R) rigore

Ammoniti: Menez (R), Pepe (J), Greco (R)


 


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