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ROMA, 23 novembre - Allegri lascia ancora in panchina Ronaldinho e conferma l'assetto con Seedorf dietro a Ibrahimovic e Robinho. L'Auxerre ha disperato bisogni di punti e scende in campo con molta determinazione. Fa subito grande pressing la squadra di Fernandez, chiude tutti gli spazi e prova subito a mettere in difficoltà la difesa rossonera. Il Milan subisce, ma concede poco se non sui calci piazzati. Abbiati, però, è in un momento di forma eccezionale e non si fa mai sorprendere. Una volta prese le misure è la squadra di Allegri a costruire le occasioni migliori, prima con un destro di Seedorf che esce alto di un soffio e poi con un piatto destro di Gattuso che non riesce a capitalizzare una dormita colossale della difesa francese. Rischia Ambrosini per un'entrataccia su Sammaritano, l'arbitro Skomina lo grazia ma è costretto ad ammonirlo nel finale di tempo per un altro brutto fallo a metà campo. Non cambia il copione a inizio ripresa, con l'Auxerre che manovra alla ricerca del gol e il Milan che quando si affaccia in avanti mette i brividi. Due occasioni per Thiago Silva e Robinho sono il preludio al gol di Ibrahimovic, che chiude con un eurogol di destro un'azione che lui stesso aveva avviato di tacco. Applausi a scena aperta. Si fa tutto più facile per i rossoneri, Allegri rinforza anche il centrocampo con Boateng al posto di Seedorf e concede gli ultimi cinque minuti a Ronaldinho, in campo per l'uomo partita Ibrahimovic. Al brasiliano basta poco per mettere la sua firma sulla partita, con un preciso sinistro a giro che chiude probabilmente un periodo negativo per lui. Il Milan vola agli ottavi con un turno di anticipo.

ALLEGRI 
- «Torniamo a Milano più forti, questa qualificazione è molto importante». Massimiliano Allegri dà alla vittoria in casa Auxerre con annessa qualificazione agli ottavi di Champions un'importanza molto maggiore rispetto al risultato puro e semplice. «La cosa positiva - ha aggiunto il tecnico rossonero, a Sky - è che anche questa volta non abbiamo preso gol».


 
 
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ROMA, 23 novembre - Una serata incredibile, una notte da ricordare, un volo emozionante dall'inferno al paradiso in soli 45 minuti. La Roma di Ranieri fa tutto e il contrario di tutto in un Olimpico 'caldo' nonostante la temperatura piuttosto rigida. Il Bayern di Van Gaal fa il padrone di casa nel primo tempo, approfittando di una Roma troppo nervosa e bloccata, troppo poco lucida sotto porta. Vucinic e Borriello si divorano due palle gol nei primi venti minuti mentre i tedeschi si dimostrano solidi e lesti a sfruttare i repentini cambi di fronte con una doppietta di Gomez al 33' e al 38'. Un uno-due che taglia le gambe ai giocatori giallorossi che non riescono a ritrovarsi. Menez appare spaesato, Vucinic non si vede, Borriello non ha più palloni giocabili. Greco, preferito a Simplicio, è troppo falloso e rimedia un giallo al 18' che lo condiziona pesantemente. I giallorossi non riescono più ad impostare con lucidità e vanno al riposo con un passivo pesante che mette a rischio la qualificazione in Champions. Nella ripresa Ranieri prova a cambiare inserendo Simplicio al posto di Greco. I giallorossi partono come avevano cominciato il primo tempo, ovvero all'arrembaggio. Al 47' Vucinic prova un tiro dal limite ma schiaccia troppo e mette a lato. Non passa un minuto e la Roma accorcia le distanze grazie ad una grande azione di Menez che sulla destra brucia un avversario e mette in area un pallone al bacio sul quale Borriello, da terra, riesce a girare in rete. 

LA SVOLTA 
- Questo è il momento della svolta. Il Bayern scompare dal campo e la Roma sale in cattedra. Menez ricomincia a sciorinare magie come contro l'Udinese, Vucinic accende l'interruttore e si fa vedere a più riprese mentre dalla panchina comincia a scaldarsi Totti. Simplicio sciupa una buona occasione al 66' su assist di Vucinic: la sua girata è troppo fiacca per impensierire il giovane Kraft. Proprio il portiere del Bayern si rende protagonista di un autentico doppio miracolo pochi minuti dopo: al 61' cross di Menez per Simplicio che colpisce a pochi passi dalla linea di porta ma si vede deviare la sua conclusione dal balzo felino del numero uno avversario, Brighi sulla ribattuta calcia una bomba diretta in fondo al sacco ma Kraft si oppone ancora. Al 74' Ranieri manda in campo Totti al posto di Brighi. Passano sei minuti e il pubblico giallorosso può festeggiare il 2-2. L'azione del gol è splendida: Vucinic verticalizza per Riise che dalla sinistra serve in area a De Rossi una palla da spingere in fondo al sacco. Il pari galvanizza i giocatori che credono ad un miracolo che arriva dopo tre giri di orologio: lancio di Menez che pesca Borriello in beata solitudine, dribbling su Kraft che lo atterra. E' rigore! Sul dischetto va Totti che non sbaglia. Per la Roma è una notte magica.

TOTTI - «Non possiamo più nasconderci, siamo una squadra da vertice, dobbiamo essere competitivi anche in Europa perciò speriamo di dimostrarlo». Così Francesco Totti, intervistato da Mediaset Premium subito dopo la fine di Roma-Bayern Monaco. «Non eravamo partiti come volevamo - dice ancora Totti -: sotto di due gol era difficilissima, di fronte avevamo una grande squadra che voleva vincere, ma con la determinazione e la voglia di una grande squadra abbiamo ribaltato il risultato». A decidere la partita è stato il capitano, prima fornendo uno splendido assist a Borriello e poi trasformando il rigore concesso dall'arbitro Mallenco per il fallo del portiere tedesco Kraft sull'attaccante n. 22 dei giallorossi. «Sono entrato e ho fatto il gol della vittoria - commenta Totti -. È bellissimo perchè era tanto che non facevo un gol decisivo, me lo tengo stretto e sono contento per la Roma».


 
 
Ciao ragazzi, sò che non c'entra molto con il calcio, ma volevo segnalarvi una bellissima parodia sulla pubblicità della Mediaset.
In questa parodia, oltre allo schermo della Pay Tv Satellitare e Mediaset Premium, c'è lo schermo di un computer per lo streaming.


Invito a vedervi il video e passare dal canale di youtube del creatore http://www.youtube.com/user/danybrogna (ha creato anche molte parodie riguardanti il calcio, sono molto belle)

Io dò ragione a questa parodia (penso come molti di noi) 
W LO STREAMING, tutto Free!

 
 
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ROMA, 21 novembre - Samuel Eto'o alla Zinedine Zidane, in Inter-Chievo: non per un colpo di classe ma per una testata. L'attaccante interista, dopo aver ricevuto un colpo dal difensore avversario Cesar, è tornato verso il giocatore del Chievo e - come il francese nella finale Mondiale del 2006 - lo ha colpito con una testata al petto. Molto probabile la prova tv per il gesto del nerazzurro. 

IL FATTO 
- L'episodio, avvenuto intorno al 36' del primo tempo, con l'Inter in svantaggio per 1-0, non è stato visto dall'arbitro Rocchi, nonostante le proteste dei giocatori del Chievo e dello stesso Cesar, finito a terra dopo il contatto. Rocchi non ha quindi sanzionato il gesto dell'attaccante interista, evidentemente sfuggito anche ai suoi assistenti, ma ripreso dalle immagini televisive. Cesar aveva colpito Etò o al collo in un contrasto. L'attaccante non aveva reagito subito e si era allontanato, salvo poi tornare sui suoi passi per colpire l'avversario. 

CRISI INTER - Una domenica nera per l'Inter. La squadra di Benitez è stata battuta 2-1 dal Chievo Verona, incassando così la seconda sconfitta consecutiva dopo quella del derby, e ora è sesta in classifica a -9 dal Milan capolista. Nonostante le rassicurazioni di Moratti, trema adesso la panchina del tecnico spagnolo, che nelle ultime quattro partite ha raccolto solo due punti (pareggiando con Brescia e Lecce). Al Bentegodi, dopo un palo di Pandev, i nerazzurri sono caduti sotto i colpi di Pellissier, che ha sbloccato il risultato, e di Moscardelli, che ha chiuso i conti nel secondo tempo. 

SOLO UN PARI PER LA LAZIO - Non va oltre il pareggio la Lazio, che nonostante una buona prestazione a Parma pecca di imprecisione sotto porta sprecando l'impossibile. Colpita da Crespo (pregevole il gol di testa del vantaggio), la squadra di Reja reagisce e trova il pareggio con un gol di Floccari. Poi sono Mauri, Hernanes, Zarate e Lichsteiner a fallire incredibili chances per firmare l'impresa al Tardini. I biancocelesti perdono terreno dal Milan (ora a +3), ma restano comunque secondi in classifica. 

SUPER PALERMO CON MICCOLI - Centra il secondo successo di fila il Palermo, che dopo la vittoria nel derby con il Catania passa a Cesena trascinato da Fabrizio Miccoli, che torna al gol dopo sei mesi e decide la sfida del Manuzzi. Prima dell'acuto del bomber tascabile, c'era stato il botta e risposta fra Ilicic e Bogdani. Ancora una volta fra i migliori in campo Pastore. 

DONADONI VINCE AL DEBUTTO - Parte con il piede giusto l'avventura di Donadoni sulla panchina del Cagliari. I rossoblù vincono in rimonta sul campo del Brescia e inguaiano Iachini, che adesso è a rischio esonero. Dopo il vantaggio iniziale di Caracciolo su rigore, i rossoblù trovano il successo con due gol in tre minuti di Matri e di Conti, quest'ultimo a segno su una punizione dalla lunghissima distanza. 

SAMP, CHE PAZZINI! - Torna a vincere dopo quasi un mese la Samp e a firmare il successo è, come l'ultima volta, Pazzini. Il 31 ottobre il bomber blucerchiato aveva firmato in extremis il colpo sul campo del Cesena, oggi con una tripletta ha chiuso la pratica Lecce. Altra giornata da dimenticare per De Canio, costretto a giocare in 10 per quasi un'ora per l'espulsione di Chevanton (fallaccio su Marilungo) e che si era illuso con il momentaneo 2-2 raggiunto da Di Michele e Diamoutene. 

TERLIZZI AFFONDA IL BARI - A regalare la gioia al Catania ci pensa invece Terlizzi, che risolve in mischia una sfida combattuta con il Bari. La squadra di Ventura resta ultima in classifica, mentre Giampaolo (nonostante l'espulsione di Maxi Lopez e il gol annullato a Gomez) trova un successo che cancella il ko nel derby.


 
 
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KLAGENFURT, 17 novembre - L'Italia pareggia 1-1 contro la Romania nell'amichevole di Klagenfurt. Gli azzurri di Prandelli, in svantaggio nel primo tempo dopo il gol di Marica, trovano il pareggio nella ripresa con una deviazione nella propria porta dello stesso Marica dopo un colpo di testa di Quagliarella. Infortuni per l'interista Chivu e per il romanista De Rossi.

ROMANIA IN VANTAGGIO - Partenza contratta per Italia 'sperimentale' di Cesare Prandelli. I tanti volti nuovi in campo, da Ledesma a Balzaretti a Diamanti, faticano a trovare la giusta intesa. Balotelli in attacco è il più incisivo, ma Giuseppe Rossi (capitano per l'occasione) ci mette parecchio ad entrare in partita. Ne approfitta la Romania che cerca di sorprendere gli azzurri in velocità ed è spesso pericolosa. I romeni perdono Chivu per infortunio (Per lui probabili due settimane di stop) dopo 15' e al suo posto entra Goian. L'Italia prova a scuotersi, ma soffre la velocità della squadra di Lucescu. Al 35' arriva, così, il gol del vantaggio della Romania firmato da Marica che batte Viviano da pochi passi. Gli azzurri provano a reagire, e Balotelli riesce ad andare al tiro, ma il risultato resta invariato.

I CAMBI - Prandelli decide di dare maggiore esperienza alla sua Italia e, nella ripresa, ci sono De Rossi, Pirlo e Gilardino al posto di Ledesma, Diamanti e Rossi. Gli azzurri trovano subito il gol con Gilardino, ma l'azione è viziata dal fuorigioco. L'Italia ci mette un po' più di intensità, ma non basta, e il Ct sceglie di inserire anche Quagliarella al posto di Balotelli. Gli azzurri guadagnano metri restando, però, poco incisivi in zona-gol. Alla mezz'ora è il turno dell'Italia nel pagare lo scotto degli infortuni: a farne le spese è De Rossi, costretto a lasciare il campo. Al suo posto Pazzini.

IL PAREGGIO - Gli uomini di Prandelli hanno, comunque, il merito di non mollare, e vengono premiati al 36' con il gol dell'1-1 che arriva con una deviazione di Marica nella propria porta dopo un colpo di testa di Quagliarella.

BUU RAZZISTI A BALOTELLI - 'Buu' razzisti all'indirizzo di Mario Balotelli nel corso dell'amichevole. I cori sono partiti dal settore dello stadio occupato dai supporter romeni e in precedenza erano stati diretti a tutti i giocatori dell'Italia. Di contro, dal settore occupato dai tifosi azzurri è partito un coro 'Italia-Italia', al quale i romeni hanno risposto con altri 'buu'. Ai fischi per l'Italia e ai buu razzisti all'indirizzo di Balotelli da parte dei tifosi romeni hanno dato manforte, per alcuni tratti del primo tempo di Italia-Romania, anche il centinaio di ultrà arrivati dal NordItalia e assiepati dietro la porta di Viviano. Prima dell'inizio della partita hanno acceso un fumogeno e esposto uno striscione 'Giustizia per Gabrielè, in ricordo di Sandri. Poi a partita già avviata è arrivato una volta il coro 'non ci sono neri italiani' e verso la fine 'nell'Italia solo italiani'. Cori anche contro la tessera del tifoso. Poi 'Italia Italia' e inno di Mameli, suscitando i buu dei romeni. Qualche fischio dal settore italiano anche quando i buu dei tifosi avversari erano indirizzati a Balotelli. Prima dell'inizio della partita, i funzionari del Viminale inviati da Roma avevano identificato una cinquantina di persone, alcune delle quali colpite in passato da Daspo. 

ABETE: CASSANO? ASPETTIAMO - «Adesso dobbiamo aspettare che Cassano definisca la sua situazione con la Sampdoria. È un momento molto delicato. C'è tempo per recuperarlo alla Nazionale»: così il presidente della Figc Giancarlo Abete ai microfoni di Rai Sport nell'intervallo dell'amichevole Italia-Romania. «La prossima partita è a febbraio - ha aggiunto Abete - speriamo che per quella data la situazione sia definita in un senso o nell'altro. Sul piano tecnico le porte sono aperte. Certamente bisogna tener conto del rapporto con la società e ora non era possibile una sua presenza in nazionale». Abete ha poi commentato i cori razzisti indirizzati a Mario Balotelli: «È qualcosa che va condannato - ha concluso - purtroppo sono comportamenti non accettabili».
PRANDELLI: MOSTRATO GRANDE CARATTERE «Abbiamo trovato una squadra molto aggressiva». Così Cesare Prandelli, ai microfoni della Rai, ha commentato l'1-1 in amichevole tra la sua Italia e la Romania, giocata a Klagenfurt. «Nel secondo tempo abbiamo lavorato meglio, trovando più spazi. Il carattere dei ragazzi? È stato fantastico non volevamo perderla questa partita». Il ct ha commentato anche la prestazione di Balotelli ed i 'buù che hanno accompagnato le giocate e l'uscita dal campo del giocatore: «Mario è stato ottimo, ha fatto molto bene, ma nel primo tempo non avevamo profondità. I fischi? Provo delusione e rabbia facciamo tanti discorsi e poi succedono queste cose. Ma il ragazzo deve sapere che ha l'affetto e la considerazione di tutti. Vorrei vedere qualche gesto in più verso di lui, magari degli abbracci da qualcuno. Io ho abbracciato Balotelli e la prossima volta lo abbracceremo tutti».


 
 
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MILANO, 14 novembre - Un rigore di Zlatan Ibrahimovic decide il derby della "Madonnina". Il Milan batte l'Inter 1-0 nel posticipo del dodicesimo turno della Serie A, e si riporta in testa alla classifica con 26 punti. Meglio i rossoneri nel primo tempo, mentre nella ripresa, complice l'espulsione di Abbate che ha lasciato il Milan in dieci, l'Inter è andata vicina al pareggio. Niente da fare, però, per gli uomini di Benitez che incassano il primo ko interno dopo due anni e restano fermi a quota 20 punti. 

IBRA-GOL - Scelte praticamente obbligate per Benitez che deve schierare Materazzi in difesa al fianco di Lucio, ma recupera Sneijder a centrocampo con Stankovic dal primo minuto. Nel Milan, Allegri tiene Ronaldinho in panchina e rinuncia a Pirlo. In attacco l'ex Ibrahimovic agisce da unica punta supportato da Seedorf e Robinho. L'approccio dei rossoneri sembra subito quello giusto, e lo conferma il vantaggio che arriva dopo appena 6': Materazzi entra in modo scorretto su Ibrahimovic in area di rigore, e Tagliavento assegna il penalty. Sul dischetto va lo stesso Ibrahimovic che spiazza Castellazzi e porta il Milan sull'1-0. 

OBI KO - L'Inter accusa il colpo, ed è poco lucida nella manovra. I rossoneri intuiscono le difficoltà degli avversari e premono alla ricerca del raddoppio. Il Milan costruisce diverse palle gol, la più clamorosa con un bel tiro al volo di Ibrahimovic che termina fuori di poco, ma non concretizza la supremazia territoriale. L'Inter prova a riorganizzarsi, ma perde Obi per infortunio. Al suo posto Benitez prova la carta Coutinho, e fa bene, perché i nerazzurri si rivitalizzano e cominciano a entrare in partita creando qualche difficoltà alla retroguardia rossonera. I padroni di casa protestano per il mancato secondo giallo a Gattuso, già ammonito, per un duro intervento su Sneijder, ma Tagliavento concede solo il calcio di punizione con cui proprio Sneijder sfiora il pareggio. 

CAMBI - La ripresa si apre con una novità per parte: nell'Inter c'è Pandev per Milito, mentre nel Milan entra Pirlo per Gattuso. I nerazzurri sono decisamente più aggressivi rispetto al primo tempo, ma i rossoneri sembrano contenere senza troppi affanni le incursioni di Eto'o e compagni. Il Milan cerca di gestire il possesso palla, ma è meno fluido nella manovra, e rischia su un calcio piazzato di Sneijder respinto da Abbiati. 

MILAN IN DIECI - Al 60' i rossoneri restano in dieci per l'espulsione di Abbate che rimedia il secondo cartellino giallo dopo un accenno di rissa con Pandev. Allegri decide di togliere Robinho, e inserire Antonini. Poco dopo Materazzi ha la peggio dopo uno scontro con Ibrahimovic, e al suo posto entra Biabiany. L'Inter prova a sfruttare l'uomo in più, ma è il Milan ad andare vicino al raddoppio con un sinistro di Seedorf che esce di un soffio. Poco dopo l'olandese lascia il posto a Boateng, mentre l'Inter continua a premere alla ricerca del pareggio. I nerazzurri prendono d'assedio l'area rossonera, con il Milan che, di fatto, rinuncia ad attaccare. Il forcing della squadra di Benitez, però, non produce risultati, e a festeggiare sono Ibrahimovic e compagni.


 
 
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TORINO, 14 novembre - Il difensore del Palermo Balzaretti, il centrocampista del Brescia Diamanti e quello della Lazio Ledesma e il difensore del Genoa Ranocchia: sono queste le novità di Prandelli. Tra i 23 giocatori, convocati oggi pomeriggio dal Commissario tecnico per la gara amichevole che l’Italia giocherà mercoledì 17 a Klagenfurt contro la Romania (stadio “Hypo-Arena”, ore 20.30), anche tre ritorni: quelli di Aquilani, Balotelli e Santon. Dopo le quattro gare di qualificazione con Estonia, Far Oer, Irlanda del Nord e Serbia, la Nazionale tornerà in campo per un test amichevole: gli Azzurri si raduneranno domani entro le ore 12.30 presso il centro tecnico federale di Coverciano e nel pomeriggio, alle ore 15, sosteranno il primo allenamento. Martedì seduta di lavoro al mattino e nel pomeriggio partenza per l’Austria.

FELICITA' LEDESMA - «Provo una grandissima gioia. Se la convocazione in Nazionale è arrivata, lo devo soprattutto alla mia famiglia, ai miei compagni, alla società, a tutto lo staff, ai tifosi biancocelesti e a tutto il mondo Lazio». Con queste parole, pubblicate sul sito ufficiale della Lazio, Cristian Ledesma, ha commentato la sua prima convocazione nella nazionale azzurra di Cesare Prandelli.

Questa la lista dei giocatori convocati:

Portieri: Mirante (Parma), Sirigu (Palermo), Viviano (Bologna);
Difensori: Astori (Cagliari), Balzaretti (Palermo), Bonucci (Juventus), Cassani (Palermo), Criscito (Genoa), Gastaldello (Sampdoria), Ranocchia (Genoa), Santon (Inter);
Centrocampisti: Aquilani (Juventus), De Rossi (Roma), Diamanti (Brescia), Ledesma (Lazio), Marchisio (Juventus), Mauri (Lazio), Pirlo (Milan);
Attaccanti: Balotelli (Manchester City), Gilardino (Fiorentina), Pazzini (Sampdoria), Quagliarella (Juventus), Rossi (Villarreal).

Questo il programma degli allenamenti e degli incontri con la stampa:

Lunedì 15 Novembre 2010
h. 12.30 Raduno presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano
h. 13.30 ca Incontro con la stampa (CT e calciatori)
h. 15.00 Allenamento (aperto alla stampa)

Martedì 16 Novembre 2010
h. 10.30 Allenamento (aperto alla stampa)
Al termine incontro con la stampa (CT e calciatori)
h. 17.45 Partenza volo charter da Firenze per Klagenfurt
h. 19.00 Arrivo volo a Klagenfurt e trasferimento allo Stadio Hypo-Arena per il sopralluogo

Mercoledì 17 Novembre 2010
h. 20.30 Gara amichevole ROMANIA-ITALIA (Stadio Hypo-Arena)
Al termine incontro con la stampa e trasferimento all’aeroporto per rientro in Italia (Milano e a seguire Roma)


 
 
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BASILEA (SVIZZERA), 3 novembre -Vittoria della Roma, pareggio del Milan. Sono queste le due sentenze delle due gare di Champions League delle squadre italiane. I giallorossi di Ranieri vincono 3-2 a Basilea dopo una grandissima sofferenza e conquistano il secondo posto nel girone. Di Menez, Totti e Greco le reti che danno i tre punti ai capitolini. Per i rossoneri di Allegri, invece, è una beffa clamorosa il 2-2 di Pedro Leon al 48'. La doppietta di Inzaghi (il secondo gol in clamoroso fuorigioco) non basta per punire Mourinho e il Real Madrid: le "merengues" erano andate in vantaggio 1-0 con Higuain alla fine del primo tempo ma si erano fatte rimontare con il solito immortale Inzaghi subentrato nella ripresa al posto di Ronaldinho. 

ROMA D'ORGOGLIO - La Roma esce da Basilea con tre punti e la certezza di aver finalmente ritrovato quella fiducia mentale che tanto era mancata in un avvio di stagione a dir poco tribolato. Un successo importante per i giallorossi che grazie alle reti di Menez (17' pt), Totti (26' pt rig.) e Greco (32' st) ipotecano il passaggio del turno (approfittando anche del ko interno del Cluj contro il Bayern Monaco). Già, proprio il capitano che torna al gol dopo un lunghissimo digiuno: 176 giorni di astinenza (dallo scorso 9 maggio nella sfida casalinga contro il Cagliari in campionato) che proprio non andavano giù al n° 10 di Porta Metronia. 

AVVIO CON ALTI E BASSI - Pronti via e la Roma fa vedere di essere subito in palla: azione di Menez sulla fascia, entra all'interno dell'area di rigore, ma la sua conclusione finisce di poco alta sopra la traversa. Sembra un buon segnale per i giallorossi ma ancora una volta, inspiegabilmente, la squadra capitolina arretra il proprio baricentro, soffrendo la velocità del Basilea che prima con Stocher (espulso nel finale), poi con Huggel (che parata di Julio Sergio!) ed infine con la coppia Streller-Shaqiri sprecano malamente la rete del vantaggio che avrebbe certamente cambiato l'inerzia della gara. 

LA SVOLTA - Ranieri urla dalla panchina, chiede più pressing e maggior velocità alla squadra, soprattutto sulle fasce. Menez & co. prendono in parola il loro allenatore: Totti lancia perfettamente Vucinic in contropiede sulla fascia sinistra, il montenegrino si accentra e viene atterrato al limite dell'area di rigore, l'arbitro lascia proseguire per il vantaggio e Menez di precisione infila Costanzo con un bel tocco di destro a fil di palo. Subito dopo il francese viene atterrato in area, ma il replay mostra come il transalpino è stato toccato fuori dall'area di rigore. È una Roma più sicura dopo il gol, in palla, convinta dei propri mezzi, soprattutto in fase di possesso mentre in difesa soffre ancora troppo la velocità dei giocatori svizzeri. Il Basilea però è inconcludente in attacco e i capitolini ne approfittano come le grandi squadre sanno fare: in un'azione di contropiede Riise viene atterrato in area di rigore, evidentemente trattenuto da Stocker per i pantaloncini: l'arbitro non può far altro che assegnare il rigore e ammonire il calciatore elvetico. Dal dischetto si presenta Totti che realizza di rabbia il 2-0: la traiettoria non è molto angolata, ma è altrettanto potente impedendo di fatto a Costanzo la parata. È la fine di un digiuno infinito.

SECONDO TEMPO - Nella ripresa il Basilea si getta in avanti per tentare di agguantare il pareggio e al 24', dopo ripetuti tentativi, accorcia il risultato grazie soprattutto all'errore di Burdisso: il difensore spizza involontariamente su un cross innocuo mettendo Julio Sergio fuori causa e permettendo a Frei di appoggiare facilmente in rete il 2-1. Ranieri corre subito ai ripari: inserisce Borriello al posto di Vucinc e Greco per Menez. Gli 8' minuti successivi sono durissimi per i giallorossi che si difendono con le unghie e con i denti resistendo alle sfuriate elvetiche. La Roma è schiacciata in area di rigore ma in contropiede, al 32', proprio i due nuovi entrati confezionano il 3-1 che sembrerebbe a quel punto chiudere la partita: Borriello scatta in profondità, supera con un doppio dribbling altrettanti interventi della difesa del Basilea e viene messo giù. Sarebbe rigore, ma l'arbitro fa proseguire e Greco di sinistro batte Costanzo. A quel punto la Roma ha la partita in mano, ma si fa male Nicolas Burdisso e il tecnico giallorosso butta nella mischia il fratello Guillermo. Gli svizzeri ci credono ancora e fanno bene perché al 37' trovano il 2-1 con una girata di sinistro di Shaquiri. La squadra di Ranieri a quel punto è in debito d'ossigeno palese, ma grazie ad una difesa strenua nei successivi 11' riesce a portare a casa un successo a dir poco fondamentale per il proseguio del cammino nell'Europa che conta. Ora, il derby di domenica prossima contro la Lazio, può essere affrontato con molta più tranquillità anche se contro la capolista servirà un'altra Roma.


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MILAN PARI BEFFA COL REAL - Due gol al Real Madrid, due reti che valgono tre punti al Milan e l'ingresso nella leggenda al bomber rossonero. Pippo Inzaghi rovina il compleanno a Gerd Muller, 'der bomber' della Germania e del Bayern degli anni '70, superandolo nella classifica dei cannonieri di tutti i tempi nelle competizioni Uefa. Il tedesco si è fermato a quota 69, Inzaghi era a 68 ed ora lo scavalca andando a 70. E' stata una notte da sogno quella vissuta dal Milan di Allegri che ha superato per 2-1 i galacticos spagnoli. Una notte che non ti aspetti e che invece diventa realtà grazie alle zampate di quel vecchietto con la maglia numero 9 che di tramontare non ne ha proprio alcuna intenzione. Il Milan vince 2-1 contro il Real Madrid di Mourinho. Vince in rimonta dopo essere andato sotto al termine del primo tempo. Vince grazie al cuore e alla determinazione, nonostante la serata no di Ibrahimovic e Pato.

PRIMO TEMPO - Primi venti minuti di marca spagnola. Il Real di Mourinho, se possibile, esalta ancora di più le qualità già messe in mostra al Bernabeu. Dopo due minuti è subito Higuain a mettere i brividi ad Abbiati con un tiro a giro che il portiere rossonero devia in angolo in tuffo. I ritmi sono altissimi e i cambi di fronte improvvisi. Il Real affida il gioco ai piedi fatati di Ozil, con Di Maria e Cristiano Ronaldo pronti a dare quella spinta propulsiva che mette in affanno sistematicamente la retroguardia rossonera. Le sortite offensive del Milan partono dagli scatti felini di Pato, volitivo ma a volte poco lucido, e ai tocchi di prima di Ronaldinho che cerca ripetutamente di innescare Ibrahimovic apparso in serata storta. E' proprio lo svedese il problema del Milan. Si vede che ha voglia ma non riesce ad incidere, sempre anticipato da Sergio Ramos e poco determinato nelle due palle gol piovutegli sui piedi nell'arco del match. All'8' minuto è ancora il Real a provare la via del gol con Pepe che di testa schiaccia male e non inquadra la porta da ottima posizione. Non passa nemmeno un minuto e il Milan prova a rispondere con Boateng che dal limite dell'area prova a infilare Casillas ma calcia troppo centrale per poter sperare di portare avanti la sua squadra. All'11' è di Maria ad avere un'occasione clamorosa per il vantaggio: la difesa del Milan è posizionata male e l'argentino di invola da solo verso Abbiati; Zambrotta riesce a contenerlo e costringe l'attaccante merengue a calciare a lato. Il Real Madrid spinge e costringe il Milan sulla difensiva. Al 20' Pirlo si sostituisce per due volte di fila ad Abbiati, prima salva sulla linea su un colpo di testa a botta sicura di Higuain, poi si ripete sulla conclusione successiva di Di Maria. La reazione del Milan è tutta sui piedi di Ibra che ha una grande occasione al 23' a tu per Grande ripartenza del Milan con Boateng che serve in area Ibrahimovic che a tu per tu con Casillas cerca di beffarlo sotto le gambe senza successo. Gol sbagliato, gol subito. La legge del gol viene confermata al 44' quando Sergio Ramos beffa Zambrotta e serve Di Maria che taglia con una passaggio in verticale la difesa del Milan e permette a Higuain di girare in gol in beata solitudine.

RIPRESA - Nella ripresa il Milan parte più determinato e prova subito a pareggiare il conto con Abate che dalla destra mette in area spagnola un cross teso che Pepe intercetta prima di Ibra. Mourinho si innervosisce e chiede più concentrazione ai suoi. Al 59' Allegri prende la decisione che risulterà decisiva: fuori Ronaldinho, dentro Inzaghi. Cambia tutto. Al 67' arriva subito il pari di SuperPippo: Pepe scivola e lancia in contropiede Ibrahimovic, cross dello svedese, papera di Casillas che va a farfalle e permette a Inzaghi di infilare agevolmente di testa a porta vuota. San Siro si infiamma per il suo bomber che al 77' manda in estasi tutti: lancio di Gattuso e l'attaccante rossonero che scatta in fuorigioco, l'arbitro non fischia e Pippo in scivolata anticipa Casillas in uscita. E' una doppietta incredibile che vale una rimonta incredibile. L'ultimo quarto d'ora vede il Real Madrid provarci ma il pari non arriva. Finisce 2-1 per i rossoneri. Con inevitabile standing ovation all'intramontabile Pippo Inzaghi. 


 
 
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LONDRA, 3 novembre - Uragano Bale: l'irresistibile gara dell'esterno gallese schianta l'Inter e regala al Tottenham una delle notte europee più memorabili della sua storia. Tutti pazzi per Gareth Bale: non solo White Hart Lane ma anche la stampa britannica celebra il 21/e laterale degli Spurs che dopo la tripletta di San Siro ispira due dei tre gol con i quali la squadra di Harry Redknapp supera i campioni d'Europa. E per Rafa Benitez è buio pesto. «Un brillante Bale distrugge l'Inter», il titolo del Times che evidenzia come l'esterno gallese abbia sì «replicato la prestazione di due settimane fa a San Siro, suggerendo i gol di (Peter) Crouch e (Roman) Pavlyuchenko con fragorose discese sulla destra», ma che la vittoria del Tottenham sia stata soprattutto un «puro sforzo di squadra». 

VITTORIA MEMORABILE - Migliore in campo, comunque, resta senza ombra di dubbio Bale - sancisce l'autorevole quotidiano - «la cui performance sulla sinistra, ispirata, infaticabile e irresistibile, rappresenta bene la trasformazione del Tottenham da incompiuta a squadra capace di rivaleggiare contro l'Inter e sembrarle addirittura superiore». «Gareth Bale ispira ancora e il Tottenham schianta l'Inter», l'apertura del Guardian che sottolinea come si tratti «di una delle più memorabili vittorie nella storia del Tottenham», soprattutto per come è giunta, perchè i padroni di casa hanno veramente «surclassato» i nerazzurri di Benitez. «Una notte sensazionale», e ancora «indimenticabile» per i tifosi degli Spurs - scrive il Daily Telegraph - con i «campioni d'Europa spazzati via dalla tempesta del Tottenham». E con Bale che «umilia senza pietà Maicon, il miglior terzino destro al mondo». «Notte di gloria, il Tottenham affonda l'Inter», il titolo del Daily Mail, sorpreso da come i nerazzurri «pur senza più Jose Mourinho in panchina siamo finiti in balia degli Spurs e soprattutto di Bale capace di sfruttare ogni debolezza della retroguardia dell'Inter». «Armata Bale spazza via i campioni», strilla il Sun secondo cui «la brillantezza dell'esterno gallese ora spaventa l'intero mondo del calcio». E ancora un titolo per Bale: «Bale illumina la notte di gloria del Tottenham», titola il Daily Mirror, «devastante a a San Siro come a White Hart Lane».


 
 
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LONDRA, 2 novembre - L'Inter scivola a Londra contro il Tottenham di Bale e Crouch e non basta il solito Eto'o per far sognare la rimonta -english style- che gli uomini di Redknapp avevano provato due settimane fa a San Siro. Padroni di casa in vantaggio con Van Der Vaart al 18' in una partita che neanche doveva vederlo protagonista per i problemi fisici della vigilia. Gli uomini di Benitez (alla quarta sconfitta di fila al white Hart Lane dai tempi di Liverpool) non riescono ad impensierire gli avversarsi che, nella ripresa, raddoppiano grazie alla solita galoppata di Bale e al tocco vincente sotto porta dello spilungone Crouch. L'ingresso di Milito sembra portare più vivacità all'attacco nerazzurro ed infatti arriva il gol di Eto'o al 36'. Non basta, perché il velocista gallese inseguito da mezz'Europa serve un altro assist d'oro a Pavlyuchenko che chiude i conti al 45'.
 
IL COMMENTO - «Loro fisicamente erano più forti, li ho visti più veloci, quando perdevamo la palla loro erano pericolosi». Cosi Rafa Benitez commenta, ai microfoni di Sky, il gioco mostrato dal Tottenham, che ha sconfitto per 3-1 la sua Inter. Quanto all'aggressività dell'attacco degli inglesi, e in particolare di Bale, Benitez è del parere che l'Inter avrebbe dovuto «gestire un po' meglio la copertura e l'uno contro uno». Alla domanda sul cambiamento mostrato dai nerazzurri rispetto all'incontro di andata a Milano, il tecnico, evocando in particolare la spinta data dai tifosi agli Spurs, risponde: «È diverso quando si gioca in Inghilterra». Nonostante la sconfitta, Rafa è nel complesso soddisfatto del comportamento dei suoi: In partite del genere - sostiene - «non è facile mantenere l'equilibrio e mantenere la squadra bilanciata. Sono contento di questi giocatori, ma dobbiamo migliorare un po'». Cosa dirà ai suoi nello spogliatoio? «Loro sanno che non abbiamo fatto una bella partita e che dobbiamo lavorare per fare bene la prossima», conclude l'allenatore dell'Inter.

LA STATISTICA - La difesa dell'Inter targata Benitez si trasforma fra campionato e Champions League: tanto è ermetica in campionato quanto concede in Europa. Dopo 9 giornate di serie A mai l'Inter, nell'era dei 3 punti a vittoria (dal 1994/95 ad oggi), aveva subito così pochi gol, soltanto 4. Tutto all'opposto in Champions, dove l'Inter ha subito ben 8 reti in queste prime quattro giornate della fase a gironi. Da quando si gioca la Champions su questa formula, mai ai nerazzurri era accaduto di prendere così tanti gol: il precedente record risaliva al 2002/03, quando la formazione all'epoca allenata da Cuper aveva incassato 7 reti nelle prime 4 giornate (2 dal Rosenborg, 5 - fra andata e ritorno - dal Lione). 


 
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    Manuelinho

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