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Vittoria per 3-0 a tavolino, tre partite casalinghe a porte chiuse, esclusione con la condizionale per i prossimi due anni della Nazionale di Belgrado dai Campionati Europei, per la Serbia. Due gare a porte chiuse, sempre con la condizionale, per l'Italia. Sono queste le pesantissime richieste alla Disciplinaredell'Uefa avanzate dal procuratore della confederazione europea del calcio, Jean-Samuel Leuba, in merito al match Italia-Serbia sospesa per gravi incidenti a Genova lo scorso 12 ottobre. Le sanzioni con condizionale, nell'ordinamento sportivo, diventano effettive solo nel caso in cui i fatti si ripetano. 
La Uefa, stando ai comunicati ufficiali, deciderà sulle sanzioni da comminare alle due Nazionali nella giornata di venerdì 29 ottobre


 
 
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Roma, 16 ott - Si rigiochera' la partita tra Italia e Serbia, interrotta martedi' scorso a Genova per i disordini creati dai tifosi slavi. Ma a scendere in campo saranno i bambini. L'obiettivo e' proprio quello di ''cancellare lo squallido spettacolo di violenza fornito a Marassi dagli ultras serbi''. E' quanto ha assicurato con una lettera inviata ieri al presidente del Centro Sportivo Italiano, Massimo Achini, promotore dell'iniziativa, l'ambasciatrice di Serbia in Italia, Sanda Raskovic-Ivic. ''La Sua proposta - e' scritto nella lettera - e' stata una prova importante che l'amicizia tra i serbi e gli italiani non si e' incrinata. Purtroppo, poiche' sono rientrata da Belgrado soltanto oggi, non ho avuto il tempo sufficiente per organizzare la squadra dei ragazzi serbi. Comunque, il Ministero serbo dello sport e della gioventu', il quale e' stato informato della Sua iniziativa, e' molto entusiasta riguardo all'idea di organizzare una partita di calcio tra i giovani calciatori serbi e italiani''. L'intenzione del CSI e dei rappresentanti serbi e' di fare svolgere la partita proprio a Marassi, appena possibile, come anticipo di una partita di serie A. ''Lo sport e' un'altra cosa rispetto a quanto abbiamo visto a Genova, e intendiamo dimostrarlo'' ha detto il presidente del CSI nel motivare la sua proposta. Una posizione sulla quale concorda in pieno l'ambasciatrice serba: ''Sono sicura che i bambini possano mostrare a noi adulti come si evitano l'odio e l'aggressione e come si aderisce solo ai valori dello spirito sportivo''.

 
 
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GENOVA, 13 ottobre 2010 - Lui si chiama Ivan. Lo dice un agente, quando alle 3 della notte tra il 12 e il 13 ottobre il ricercato numero uno degli ultrà serbi a Marassi viene immortalato dai fotografi dopo essere stato arrestato da pochi minuti. Lui l’avete visto con un passamontagna appollaiato sopra la rete del settore ospiti prima di Italia-Serbia. Aveva tagliato la rete, e, da lassù, fisico enorme e tatuaggi ostentati in bella vista, lanciava bengala in campo e in curva nord. Proprio i tatuaggi sono stati il suo tallone d’Achille.

CACCIA ALL’UOMO — Sì perchè gli agenti lo hanno cercato per tutta la notte, dopo che i disordini degli ultrà serbi dal campo si sono estesi agli spalti al piazzale antistante lo stadio, quello dove avevano i pullman, nel dopopartita. Un cancello forzato dai tifosi, gli scontri con le forze dell’ordine, che poi hanno ricevuto rinforzi e caricato in forze, costringendo tutti a risalire sui pullman. Anche Ivan, l’"uomo nero", il capo ultrà, l’uomo dei tatuaggi. Un 28, il simbolo della Stella Rossa, addirittura una bomba a mano. E allora, via alle ricerche. Estenuante, interminabili. La forze dell’ordine hanno fatto scendere uno ad uno tutti i passeggeri. Poi hanno fatto sfilare la maglietta a tutti i tifosi, per riconoscere i tatuaggi immortalati dalle telecamere. Niente. E così i pullman hanno cominciato a ripartire, via da Marassi e da una nottata che hanno trasformato in incubo per tifosi e squadre. Senza di lui. Perchè doveva essere ancora lì, da qualche parte


Ecco il video 


 
 
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ROMA - Nel quartier generale dell'Uefa, a Nyon, due passi da Ginevra, Michel Platini è arrivato di prima mattina: era reduce da un viaggio in Lussemburgo e poi in Olanda, dove martedì sera è stato avvertito subito dall'Italia di quello che stava accadendo a Genova. Il n.1 del calcio europeo ha presieduto una riunione col suo staff, appena ricevuti i referti di arbitri e delegato Uefa ed ha subito aperto un'inchiesta sui fatti di Genova (il caso verrà esaminato il prossimo 28 ottobre e l' Uefa ha chiesto alla Figc l'acquisizione di immagini video della serata del Luigi Ferraris, da aggiungere ai referti di arbitro e delegato per la gara con i serbi). 
Molto male il delegato Uefa, di nazionalità georgiana: "Temevo Heysel". Meglio l'arbitro, che ha avuto il coraggio di sospendere la partita. Adesso, le sanzioni. Per la Serbia sconfitta a tavolino, 0-3, e (probabili) tre turni di squalifica al campo, da scontare all'estero e a porte chiuse (non facile però trovare una sede). La nazionale di Stankovic non giocherà più in casa in queste qualificazioni: ma non ci sarà l'espulsione dall'Europeo 2012. Per motivi politici. Quando l'Inghilterra fu cacciata dai campi di calcio, ci fu un accordo fra l'Uefa, appunto, e il governo inglese di Margareth Tatcher. Ora non è possibile che ci sia una decisione del genere fra Uefa e governo di Belgrado, non ci sono rapporti così stretti: tra l'altro il prossimo anno Platini si ricandida alla presidenza del massimo organismo europeo e cacciare la Serbia sarebbe una decisione troppo pesante.

Ma a Nyon sono infuriati anche con la Federazione italiana, che aveva chiesto gli Europei 2016 (poi, come noto, andati alla Francia) e non è stata in grado di organizzare una partita con 500 ultras "annunciati" da Belgrado. "Oltre alla responsabilità di chi provoca incidenti, i regolamenti Uefa prevedono anche quella della Federazione che organizza la partita e che deve garantire la sicurezza nello stadio e il regolare svolgimento dell'incontro" è la posizione ufficiale dell'Uefa. "Non possiamo dire ancora nulla in previsione dell'inchiesta che sarà portata avanti dalla Commissione disciplinare - ha aggiunto il portavoce dell'Uefa - ma ricordo che i nostri regolamenti prevedono non soltanto una sanzione per azioni premeditate da parte di una delle due tifoserie ma anche una corresponsabiltà della federazione ospitante per non aver adeguatamente garantito l'ordine pubblico. L'Uefa per stabilire l'esatta attribuzione delle responsabilità prenderà ora in esame tutta una serie di elementi fra i quali anche l'eventuale scambio di informazioni tra le federazioni su eventuali azioni delle tifoserie".

Disastrosa la questura di Genova nella gestione della prevenzione: incidenti nel pomeriggio, poi le "trigri di Arkan" che sono entrate a Marassi con coltelli, bombe carta, tronchesine, eccetera. Di tutto è stato fatto passare. Dove erano finiti filtraggi e prefiltraggi? Come è possibile una simile disorganizzazione? Che ha da dire il questore di Genova? La Figc ne pagherà ora le conseguenze: una forte ammenda, al massimo un turno a porte chiuse. Tra l'altro, Platini e Abete sono in rapporti molto freddi dopo la candidatura italiana agli Europei.


 
 
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GENOVA, 12 ottobre - Italia-Serbia, gara valida per le qualificazioni a Euro 2012 in programma al 'luigi Ferraris' di Genova, è iniziata con oltre mezz'ora di ritardo, ed è durata solo sei minuti. Protagonisti assoluti, infatti, sono stati gli ultras serbi che già nel pomeriggio avevano affrontato le forze dell'ordine e, una volta allo stadio, hanno dato il via al lancio di petardi e fumogeni in campo. Il match è stato inizialmente rinviato, mentre la polizia è entrata in campo per tentare di sedare gli animi dei tifosi serbi che, nel frattempo, avevano anche tagliato la rete di protezione del settore in cui erano collocati danneggiando anche i vetri di separazione. 

SOSPENSIONE - Sono intervenuti anche Stankovic e gli altri giocatori della Serbia, che si sono recati sotto al settore dei loro supporter e, dopo più di trenta minuti l'arbitro scozzese Thompson ha deciso di dare il via alla partita. Pochi minuti, giusto il tempo per un brutto fallo su Pirlo e un sospetto fallo da rigore su Pazzini, e poi il fischietto britannico è stato costretto a interrompere l'incontro per l'ennesimo lancio di fumogeni in campo. Questa volta, dopo una riunione tra il direttore di gara, il delegato Uefa e i rappresentanti delle due federazioni, si è giunti alla decisione di sospendere definitivamente il match. La Serbia rischia ora la sconfitta a tavolino. Nel girone dell'Italia, intanto, nel pomeriggio le Isole Far Oer hanno pareggiato 1-1 contro l'Irlanda del Nord. 

PRANDELLI - «Non si gioca, mai vista una roba del genere». Lo ha detto Cesare Prandelli, sconsolatissimo, nello spogliatoio del Luigi Ferraris, dove è ancora in corso la riunione del delegato Uefa che sancisca definitivamente l'annullamento di Italia-Serbia. «Non si sa nulla» ha detto Prandelli allargando le braccia, esprimendo tutto il suo disgusto per quel che è successo.


 
 
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.BELFAST (Irlanda del Nord), 8 ottobre 2010 - Ci siamo. L’Italia di Prandelli è al Windsor Park, nella tana dell’Irlanda del Nord: dalle 20.45 italiane si gioca una partita chiave in prospettiva Euro 2012. Aspettando una genialata di Cassano per garantirci altri tre punti importanti. Perché Prandelli è già partito col piede giusto vincendo in settembre le prime due gare del girone.
ATMOSFERA — Lo stadio è ancora semivuoto. Ma, come nella miglior tradizione britannica, si riempirà all’ultimo momento. Tutto esaurito scontato, 14.000 persone, per uno stadio storico, suggestivo, ma mignon. Il pubblico di casa si farà sentire. Perlomeno la banda Prandelli non ha l’incognita tempo: fa fresco, ma non freddo come si temeva, e non piove. Le squadre hanno testato il terreno di gioco (perfetto), fino a pochi minuti prima del fischio d’inizio: riscaldamento in campo, ci mancherebbe, anche perchè di palestra sottocoperta non si parla proprio.

PRECEDENTI — Sono sette i precedenti, una sola sconfitta azzurra, ma pesante, storica per i padroni di casa: quella del 15 gennaio 1958 al Windsor Park. Finì 2-1, l’Italia si giocò il Mondiale di Svezia. In casa invece gli azzurri hanno vinto 5 volte, compreso il 3-0 nel giugno 2009 a Pisa (a segno Giuseppe Rossi) amichevole pre Confederations League con Lippi in panchina. L’Irlanda del Nord però punta forte su quel precedente favorevole: al Windsor Park in tribuna siedono 5 ospiti d’onore reduci da successo 1958: Gregg, Uprichard, McParland, Bingham e McIlroy.

BELFAST, CASA BEST — Belfast è la città di George Best. Tra la sua vecchia casa e il cimitero di Roselawn, dove è seppellito l’ex fenomeno del Manchester United abbiamo incrociato italiani in pellegrinaggio. Bello anche il murales che lo onora.

AVVERSARI — Il c.t. irlandese Worthington non crede ad un’Italia in fase di transizione e rilancia l’attaccante Healy, il più prolifico della storia della sua nazionale, pur recentemente confinato tra le riserve del Sunderland. "E’ sempre lui, ha detto". Italia avvisata.


 
 
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Udinese 1-0 Cesena
Parma 0-1 Milan
Lecce 1-0 Catania
Bologna 1-1 Sampdoria
Chievo 0-0 Cagliari
Fiorentina 1-2 Palermo
Genoa 2-1 Bari
Lazio 1-0 Brescia
Napoli 2-0 Roma
Inter 0-0 Juventus

 
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    Manuelinho

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