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TORINO, 1 dicembre - Giorgio Chiellini è contrario allo sciopero proclamato dall'Associazione italiana calciatori. Lo afferma dal suo sito, rivolgendosi alla stessa Aic: «Come appassionato di sport e di calcio e come calciatore, mi auguro che si trovino altri strumenti, con il buon senso da entrambe le parti, per proseguire il confronto sul rinnovo del contratto collettivo. La passione dei tifosi è la base di questo sport - spiega ancora Chiellini - e mi auguro che le parti si accordino evitando di bloccare il campionato. Ho sempre sostenuto l'Aic, che da decenni tutela con grande attenzione i calciatori e i professionisti delle serie minori».

ABETE - «Bisogna lavorare per evitare lo sciopero proclamato dall'Aic l'11 e 12 dicembre. Ci sono ancora parecchi giorni di tempo, e i passaggi fondamentali davanti all'Alta Corte di Giustizia del Coni, che dopo aver sentito le parti formulerà il parere sui poteri e gli effetti del lavoro del commissario. Siamo molto concentrati, il tempo per evitare lo sciopero c'è e noi restiamo fiduciosi». Così il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, commenta lo sciopero proclamato dal sindacato calciatori. «Dopo il parere dell'Alta Corte - ha aggiunto a margine della presentazione della sesta edizione del trofeo Wojtyla - la Figc prenderà le sue decisioni. È un momento difficile per il calcio italiano. La Federcalcio, tuttavia, preferisce non fare dichiarazioni nel merito della vicenda del contratto per rispettare in pieno il lavoro dell'Alta Corte di Giustizia del Coni. Ho preferito lasciare spazio ad interventi più autorevoli, come quello del presidente Petrucci». 

GALLIANI - Adriano Galliani è rammaricato per la decisione dei calciatori di proclamare una giornata di sciopero, ma non ritiene che le società debbano rispondere con una mossa altrettanto forte come quella, da qualche parte ipotizzata, di mandare in campo l'11 dicembre le formazioni Primavera. «Sarebbe una follia e nessuno di noi ci ha mai pensato - ha assicurato Galliani - anche perchè in quel modo si saltererebbe il campionato, la lotta per lo scudetto ma anche i piazzamenti per le coppe e la salvezza». Sul tema dello sciopero Galliani vuole mantenere una certa riservatezza: «Perchè - dice - sono stato in passato presidente della Lega, e quindi cerco di non dare risposte sui problemi che interessano la stessa Lega. Ci vedremo venerdì in una assemblea informale, e lì valuteremo la nostra posizione». Galliani ha comunque affermato di ritenere «incomprensibile il comportamento della delegazione della Aic, di non ascoltare il presidente federale. Ma la cosa più importante della giornata di ieri sono state le parole del presidente del Coni Petrucci».Per Galliani comunque ci sono un gran numero di cose nella politica del calcio da sistemare: «In consiglio federale, per esempio, i calciatori pesano per il 30% e le società per il 12%. Ci sono storture sulle quale è arrivato il momento di fare chiarezza a 360 gradi. Sono troppe le cose vecchie che debbono assolutamente essere sistemate».


 


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